Mothia

Mothia la città fantasma

mothia rovine

mothia rovine

Mothia, tra le attrazioni turistiche della Sicilia, rappresenta una caso particolare. Mothia è infatti una colonia fenicio-punica contraddistinta da un passato di città fantasma. Proprio questo particolare rende Mothia un luogo affascinante, che presenta vestigia del passato ottimamente conservate proprio grazie al fatto che, eccettuato un periodo lungo solo qualche secolo, non è stata mai abitata. La storia di Mothia di perde oltre gli orizzonti del tempo. Fondata dai fenici approssimativamente nel tardo VIII secolo a.C. ha comunque rappresentato un crocevia per i marinai e per i commercianti (sempre fenici) già a partire dal XIII secolo a.C.

mothia rovine

mothia rovine

Le caratteristiche dell’isola in cui è situata (San Pantaleo) ben si prestavano alle abitudini marittime dei fenici, i quali sceglievano come avamposti piccole isole dal basso fondale, vicine alla costa. E l’isola gode non a caso di un basso fondale, è piccola (0,45km) e dista solo 500 metri dalle spiagge di MarsalaMothia è stata abitata prima dai fenici, poi da Cartaginesi ma era già disabitata all’inizio del dominio romano (241 a.C.). L’isola conquistò un certo prestigio nei primi anni del Novecento grazie all’opera di Joseph Withwaker, archeologo inglese che la acquistò e inizio personalmente, con fondi privati, i primi scavi archeologici. Scavi archeologici che hanno consegnato ai posteri le meraviglie della città così come si ergeva in epoca classica.

Mothia barche

Mothia barche

Particolarmente interessante è la porta nord, ottimamente conservata, collegata a una strada (che all’epoca doveva apparire sontuosa) larga addirittura 40 metri e costruita con pietre di calcare. Assai caratteristica la necropoli, posta nel lato settentrionale dell’isola, che ricalca le caratteristiche della sepoltura fenicio-punica: si tratta essenzialmente di un pavimento roccioso nel quale sono scavate delle fosse nelle quali, a loro volta, sono inseriti i cinerari (contenitori con le ceneri del defunto). La porzione più grande di isola era però occupata dall’abitato, di cui purtroppo è rimasto molto poco. Le poche tracce ancora visibili rilevano costruzioni di stampo ellenistico e dunque un’alternanza di stili dorico e corinzio. Un edifico in particolare conserva al suo interno un mosaico ancora ben conservato, sebbene gli interni siano stati oggetto di una spoliazione piuttosto evidente.