Riserva dello zingaro

RISERVA NATURALE ORIENTATA DELLO ZINGARO

riserva dello zingaro

riserva dello zingaro

La Riserva naturale orientata dello Zingaro è uno dei rari esempi di costa siciliana non contaminata da una strada litoranea. La storia della Riserva è innanzitutto una storia di partecipazione popolare: nel 1976 fu approvata la costruzione di un’autostrada che l’avrebbe attraversata ma l’infrastruttura non vide mai la luce grazie alle iniziative di associazioni ambientaliste e alle proteste della popolazione del luogo (culminata in una leggendaria marcia nel 1980).

La Riserva dello Zingaro è posta sotto la giurisdizione del Comune di San Vito Lo Capo e del Comune di Castellammare. Occupa la parte occidentale del Golfo di Castellammare e si inserisce nella Penisola di San Vito Lo Capo. La Riserva dello Zingaro rappresenta una zona di grande attrattiva turistica grazie all’accentuata biodiversità e alla possibilità di percorrere dei suggestivi sentieri.

La flora è abbondante e varia. Su tutta la costa dello Zingaro sono presenti, per fare un esempio, 25 specie di orchidee.  Le piante più caratteristiche, quasi un simbolo per tutta la Riserva, sono  la garigia a palma nana e il Chamaerops Humilis, che può raggiungere anche i 3-4 metri di altezza. Per quanto riguarda la fauna, invece, si segnalano 39 specie di uccelli, un discreto campionario di vipere e volpi.

Riserva dello Zingaro

Riserva dello Zingaro

I sentieri sono il piatto forte della Riserva dello Zingaro. Il sentiero più battuto è quello costiero. Lungo 7 km, parte da Scopello e arriva a San Vito Lo Capo.  La strada è “spezzata” da alcune aree picnic ed è arricchita dalla presenza di alcune strutture ricettive come il Museo Naturalistiche. Molto suggestive, a metà percorso, sono le calette di Punta Caprera, due piccole spiagge incastonate tra le rocce.

Il secondo sentiero è quello di “mezza costa”. Più impegnativo di quello precedete, è lungo 8 km e dura circa 4 ore. E’ intervallato da salite e tratti pianeggianti, offre scorci stupendi di panorama e attraversa contrada del Sughero. Nei dintorni di quest’ultima si possono ammirare alcuni caseggiati rurali, alcuni dei quali trasformati in rifugio.

L’ultimo sentiero è quello più ostico e prende il nome di “sentiero alto”. E’ lungo 17 km e dura 7 ore. Raggiunge i 900 metri di altitudine e attraverso l’immenso Bosco di Scardina. Alla fine del tragitto si erge un abbeveratoio del XVII secolo.